Un viaggio tra i dolci tipici piemontesi significa scoprire una tradizione fatta di nocciole, cioccolato e antiche ricette di casa. Esploriamo insieme le origini, le curiosità e abbinamenti dei dessert più famosi del Piemonte, per aiutarti a riconoscerli, gustarli al meglio e magari riprodurli in cucina.
La tradizione dolciaria piemontese affonda le sue radici in un incontro tra semplicità contadina e raffinatezza nobiliare. Se da un lato troviamo ingredienti poveri come farina di mais, uova e miele, dall’altro la storia sabauda ha introdotto gusti più ricchi, come il cioccolato e le nocciole pregiate. Questa doppia anima si riflette in ogni dolce tipico piemontese, dai biscotti secchi alle torte da ricorrenza.
Il Piemonte, terra di castelli e cascine, ha visto la sua pasticceria evolvere grazie ai mercati e alle corti, dove cuochi e massaie hanno perfezionato ricette tramandate di generazione in generazione. Oggi, la pasticceria piemontese è conosciuta per la sua capacità di unire gusto, tradizione e innovazione.
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Dolci tipici piemontesi: origini e varietà
Parlare di dolci tipici piemontesi significa inevitabilmente parlare di cioccolato e nocciole. La nocciola Piemonte IGP, soprattutto quella delle Langhe, è considerata una delle migliori al mondo per aroma e consistenza. Viene utilizzata in molte preparazioni, dai celebri gianduiotti alle torte rustiche.
Il cioccolato, invece, ha una lunga storia in Piemonte sin dal Settecento, quando Torino divenne la capitale italiana del “cibo degli dèi”. Questa tradizione ha portato alla nascita di specialità come il gianduiotto e numerose praline, ma anche all’uso del cacao in dolci al cucchiaio come il bonet. L’abbinamento tra nocciole e cioccolato rimane un marchio di fabbrica della pasticceria piemontese, capace di conquistare anche i palati più esigenti.
- Nocciola Piemonte IGP: protagonista di torte e biscotti
- Cioccolato: base di gianduiotti, creme e bonet
- Amaretti, miele e farina di mais: ingredienti storici delle ricette di famiglia
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Dolci da festa piemontesi, da ricorrenza e da tutti i giorni
La tradizione dolciaria Piemonte si distingue anche per la capacità di differenziare i dolci in base alle occasioni. Alcuni dessert, come il bonet o la torta di nocciole, sono protagonisti delle grandi feste di paese e delle ricorrenze familiari. Altri, invece, come i baci di dama o le paste di meliga, sono pensati per essere gustati ogni giorno, magari accompagnando un buon caffè o un bicchiere di vino dolce.
Durante il periodo natalizio e le principali festività, sulle tavole piemontesi non possono mancare il torrone artigianale, i brut e bon e le sfiziose praline. Questi dolci non solo arricchiscono i momenti conviviali, ma rafforzano il senso di appartenenza a una comunità e il legame con le tradizioni locali.
Come sono cambiati i dolci piemontesi nel tempo
Negli ultimi decenni, la pasticceria piemontese ha saputo rinnovarsi, pur mantenendo intatti i suoi tratti distintivi. Da un lato, la riscoperta delle ricette della nonna e l’attenzione alla qualità degli ingredienti hanno riportato in auge preparazioni antiche, spesso riviste in chiave moderna. Dall’altro, la presenza di pasticcerie artigianali e laboratori d’eccellenza ha dato vita a nuove interpretazioni dei grandi classici.
Oggi, grazie anche alla crescente attenzione verso prodotti tipici e a denominazione di origine, i dolci tipici piemontesi sono protagonisti di festival, eventi gastronomici e persino degustazioni guidate nei locali più rinomati. L’introduzione di tecniche innovative e l’utilizzo di ingredienti selezionati hanno permesso di elevare ulteriormente la qualità, portando i dessert piemontesi a essere apprezzati anche all’estero.
La pasticceria piemontese, quindi, non è solo memoria, ma continua evoluzione: il rispetto della tradizione si sposa con la curiosità e la voglia di sperimentare, rendendo ogni assaggio un’esperienza unica.
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Bonet piemontese: il budino di casa
Il bonet piemontese è uno dei dolci al cucchiaio più emblematici della regione. Le sue origini si perdono tra Langhe e Monferrato, terre di vini e nocciole. Questo budino dal sapore intenso veniva tradizionalmente preparato nelle case contadine, utilizzando ingredienti facilmente reperibili come latte, uova, zucchero, cacao e amaretti.
Il nome “bonet” significa letteralmente “berretto” in dialetto piemontese, forse per la forma che assume una volta sformato o per il fatto che veniva servito “a chiusura” del pasto, proprio come si indossa il berretto prima di uscire. Ogni famiglia custodisce la propria ricetta, tramandata di generazione in generazione.
Ingredienti principali del bonet piemontese e varianti di famiglia
Gli ingredienti classici del bonet piemontese sono pochi e genuini:
- Latte fresco
- Uova
- Zucchero
- Cacao amaro in polvere
- Amaretti sbriciolati
- Liquore (solitamente rum o liquore all’amaretto)
- Caramello per lo stampo
Le varianti di famiglia non mancano: c’è chi aggiunge panna fresca per una consistenza più morbida, chi preferisce una nota più spiccata di liquore o chi utilizza amaretti fatti in casa. In alcune zone si trova anche il bonet bianco, senza cacao, o versioni arricchite con nocciole tostate.
Differenze tra bonet tradizionale e versioni moderne
Nel bonet tradizionale, la cottura avviene rigorosamente a bagnomaria, per garantire una texture liscia e vellutata. Le versioni moderne, invece, spesso giocano con la presentazione: monoporzioni, bicchierini e salse di accompagnamento, oppure l’aggiunta di cioccolato fondente o spezie.
Anche la dolcezza e l’intensità del cacao possono variare: oggi molti chef preferiscono un equilibrio meno zuccherino e più aromatico, valorizzando la materia prima e abbinando il bonet a vini passiti o a distillati piemontesi.
Consigli di servizio e abbinamenti con vini e dolci tipici piemontesi
Il bonet piemontese si serve freddo, tagliato a fette o in versione monoporzione. È perfetto come dessert a fine pasto, magari accompagnato da un bicchiere di Moscato d’Asti o da un Passito di Erbaluce. Chi ama i contrasti può provare un Barolo Chinato, che con le sue note speziate esalta il cacao e il retrogusto degli amaretti.
Per un’esperienza completa:
- Servire il bonet con una spolverata di granella di nocciole tostate
- Accompagnare con cioccolato fondente o scorza d’arancia candita
- Scegliere calici piccoli e vini dolci aromatici, senza esagerare con il residuo zuccherino
Ricorda sempre di consumare con moderazione, scegliendo vini e distillati di qualità e privilegiando il piacere della degustazione consapevole.


