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Come si fa il vino: dalla vendemmia alla vinificazione

Tempo di lettura: 9 minuti

Capire come si fa il vino significa seguire un percorso che parte dalla vigna e arriva alla bottiglia attraverso una serie di trasformazioni agricole, microbiologiche e tecniche. La produzione non consiste infatti nella sola fermentazione dell’uva: vendemmia, lavorazione dei grappoli, pressatura, macerazione, fermentazione, eventuale fermentazione malolattica, affinamento e imbottigliamento contribuiscono in modo diverso alle caratteristiche del prodotto finale.

Il procedimento cambia inoltre in base alla tipologia di vino che si vuole ottenere. La vinificazione in rosso, quella in bianco e quella in rosato prevedono infatti modalità differenti di gestione del mosto e del contatto con le bucce. Anche la scelta dei recipienti, delle temperature di fermentazione e dei tempi di affinamento può modificare profondamente il risultato. Per alcuni vini come le DOCG Italiane è previsto un procedimento molto rigido stabilito da ogni singolo disciplinare.

Dalla vigna alla cantina: la qualità dell’uva

Il primo passaggio nella produzione del vino avviene in vigneto. La qualità dell’uva rappresenta infatti la base sulla quale si sviluppa tutto il successivo processo di vinificazione. La vendemmia viene effettuata quando gli acini hanno raggiunto un livello di maturazione adeguato alla tipologia di vino che si vuole produrre.

La maturazione non riguarda soltanto la quantità di zuccheri presenti negli acini. Il produttore deve considerare anche acidità, maturità fenolica, caratteristiche aromatiche e stato sanitario delle uve. Il momento della raccolta può quindi influenzare in modo significativo il profilo del vino.

Un’uva raccolta precocemente può conservare una maggiore componente acida e una spiccata freschezza, mentre una maturazione più avanzata comporta generalmente una maggiore concentrazione zuccherina e modificazioni nella componente aromatica e fenolica.

La vendemmia può essere manuale oppure meccanizzata. In entrambi i casi è importante che le uve arrivino in cantina nelle migliori condizioni possibili, limitando danneggiamenti, ossidazioni indesiderate e fenomeni di fermentazione incontrollata. Di seguito, le fasi fondamentali che non possono mancare ad ogni tipologia di vino.

vendemmia

Come viene lavorata l’uva prima della fermentazione

Una volta arrivata in cantina, l’uva viene sottoposta alle operazioni necessarie per prepararla alla vinificazione. Le modalità possono variare in funzione del vino da produrre e delle scelte del produttore.

Tra le operazioni possibili troviamo la selezione dei grappoli, la diraspatura, la pigiatura e la pressatura. Non tutte vengono necessariamente eseguite nello stesso modo o nello stesso momento.

La diraspatura consiste nella separazione degli acini dal raspo, cioè dalla struttura che sostiene il grappolo. La scelta di eliminare o meno i raspi dipende dalla tecnica di vinificazione e dal risultato ricercato.

La pigiatura rompe gli acini permettendo al succo di entrare in contatto con le parti solide dell’uva. Il liquido ottenuto è il mosto, ricco di acqua, zuccheri, acidi, sali minerali e numerosi composti che contribuiranno alle caratteristiche del vino.

La pressatura permette invece di estrarre il mosto dalle uve. Nella produzione di molti vini bianchi assume un ruolo particolarmente importante perché consente di separare rapidamente il succo dalle bucce. Nei vini rossi, invece, il mosto può rimanere a contatto con le parti solide durante la macerazione.

La fermentazione alcolica: quando il mosto diventa vino

La fermentazione alcolica è il processo fondamentale attraverso il quale gli zuccheri presenti nel mosto vengono trasformati principalmente in etanolo e anidride carbonica dai lieviti.

I lieviti possono essere naturalmente presenti nell’uva e nell’ambiente di cantina oppure essere selezionati e aggiunti dal produttore. La loro attività viene controllata attraverso diversi parametri, tra cui temperatura, composizione del mosto e disponibilità di nutrienti.

La temperatura di fermentazione non è uguale per tutti i vini. Le condizioni vengono infatti adattate alla tipologia e allo stile che si vuole ottenere. Il controllo della temperatura può contribuire alla conservazione o allo sviluppo di determinate caratteristiche aromatiche.

Durante la fermentazione dei vini rossi possono essere effettuate operazioni come i rimontaggi, attraverso i quali il liquido viene portato a contatto con le vinacce che tendono a formare il cosiddetto cappello sulla superficie della massa in fermentazione.

È importante distinguere la fermentazione alcolica dalla fermentazione malolattica. Quest’ultima è un processo differente, nel quale alcuni batteri trasformano l’acido malico in acido lattico, modificando l’acidità e le caratteristiche gustative del vino.

Come si fa il vino rosso

Nella vinificazione in rosso il mosto rimane generalmente a contatto con le bucce dell’uva durante una parte della fermentazione. Questo contatto permette di estrarre pigmenti, tannini, composti fenolici e sostanze aromatiche presenti soprattutto nelle parti solide dell’acino.

Il periodo durante il quale bucce e mosto rimangono a contatto prende il nome di macerazione. La sua durata e le modalità di gestione dipendono dal vitigno, dalla maturazione delle uve e dallo stile del vino.

La macerazione non deve essere considerata semplicemente come un processo da prolungare il più possibile. L’obiettivo è ottenere un equilibrio tra colore, struttura, tannini e componenti aromatiche.

Durante la fermentazione delle uve rosse, le bucce tendono a concentrarsi sulla superficie formando il cappello. Il produttore può intervenire attraverso rimontaggi, follature o altre tecniche per favorire il contatto tra parte liquida e parte solida.

Al termine della macerazione il vino viene separato dalle vinacce. Il prodotto ottenuto dalla pressatura delle vinacce può essere gestito separatamente oppure utilizzato insieme alle altre frazioni, secondo le caratteristiche del vino e le scelte effettuate in cantina.

Come si fa il vino bianco

La vinificazione in bianco segue generalmente un percorso differente. Nella produzione di molti vini bianchi l’uva viene pressata e il mosto viene separato dalle bucce prima della fermentazione.

Questa scelta permette di limitare l’estrazione di composti fenolici e di ottenere vini caratterizzati, a seconda del vitigno e della tecnica utilizzata, da freschezza, finezza aromatica e maggiore leggerezza gustativa.

Non esiste però un unico metodo per produrre un vino bianco. Alcune tecniche prevedono infatti un contatto più prolungato tra mosto e bucce, anche attraverso forme di macerazione pre-fermentativa.

Dopo la pressatura, il mosto può essere sottoposto a chiarifica e successivamente avviato alla fermentazione. Anche in questo caso temperatura, lieviti, recipiente e durata del processo vengono scelti in funzione del vino che si desidera ottenere.

Come si fa il vino rosato

Il vino rosato viene generalmente prodotto a partire da uve a bacca rossa, ma attraverso una gestione del contatto tra mosto e bucce differente rispetto alla vinificazione in rosso.

Una delle possibilità consiste nella pressatura delle uve, con un contatto limitato tra succo e bucce. Un’altra tecnica prevede una macerazione breve, sufficiente a trasferire una quantità controllata di pigmenti e composti fenolici al mosto.

La durata del contatto con le bucce contribuisce quindi a determinare il colore finale, che può variare da tonalità molto pallide fino a rosa più intenso.

vinificazione lieviti

Macerazione e fermentazione: qual è la differenza?

Macerazione e fermentazione non sono la stessa cosa.

La fermentazione alcolica è un processo microbiologico nel quale i lieviti trasformano gli zuccheri in etanolo, anidride carbonica e altri composti.

La macerazione consiste invece nel contatto tra le parti solide dell’uva e la componente liquida. Questo contatto permette l’estrazione di sostanze presenti soprattutto nelle bucce e nei vinaccioli.

Nei vini rossi i due processi avvengono spesso contemporaneamente, ma possono esistere anche forme di macerazione effettuate prima o dopo la fermentazione.

Questa distinzione aiuta a comprendere perché uve dello stesso vitigno possano dare origine a vini molto differenti quando vengono utilizzate tecniche di vinificazione diverse.

La fermentazione malolattica

Dopo la fermentazione alcolica alcuni vini possono essere sottoposti alla fermentazione malolattica.

Durante questo processo alcuni batteri lattici trasformano l’acido malico in acido lattico. La conseguenza è una modifica dell’acidità percepita e, in determinate condizioni, una maggiore morbidezza del vino.

La fermentazione malolattica è particolarmente frequente nella produzione dei vini rossi, mentre nei vini bianchi la sua gestione dipende dallo stile desiderato. Può essere favorita quando si ricerca maggiore morbidezza e complessità oppure evitata quando si vuole preservare una maggiore freschezza.

Chiarifica, stabilizzazione e travasi

Dopo la fermentazione il vino contiene ancora particelle solide, residui di lieviti e altre sostanze che devono essere gestite prima dell’imbottigliamento.

Una delle operazioni possibili è il travaso, attraverso il quale il vino viene separato dai depositi più grossolani che si accumulano sul fondo del recipiente.

Possono inoltre essere utilizzate tecniche di chiarifica e filtrazione. La chiarifica favorisce la separazione di determinate sostanze sospese, mentre la filtrazione consente di ottenere un vino più limpido e, in determinate condizioni, di ridurre la presenza di particelle e microrganismi.

Un altro aspetto importante è la stabilizzazione. Tra i fenomeni che possono essere gestiti rientra la stabilità tartarica, utile a evitare la formazione di cristalli nel vino durante la conservazione.

L’affinamento del vino

Il vino può essere imbottigliato relativamente presto oppure essere sottoposto a un periodo più o meno lungo di affinamento.

L’affinamento può avvenire in diversi recipienti, tra cui acciaio inox, cemento e legno. La scelta del contenitore influenza l’evoluzione del vino e deve essere coerente con il risultato che si vuole ottenere.

  • L’acciaio inox è un materiale sostanzialmente inerte e permette di preservare le caratteristiche del vino senza apportare direttamente aromi derivati dal recipiente.
  • Il cemento viene utilizzato in diverse forme e dimensioni e può offrire condizioni di affinamento differenti rispetto all’acciaio.
  • Il legno, invece, può contribuire all’evoluzione aromatica e strutturale del vino. Barrique, tonneaux e botti di dimensioni maggiori hanno caratteristiche differenti e il loro effetto dipende da essenza, tostatura, dimensioni, età del recipiente e durata dell’affinamento.

Non tutti i vini necessitano di un lungo passaggio in legno. In molti casi l’utilizzo di acciaio o altri recipienti consente di preservare maggiormente la componente varietale e la freschezza.

Dal vino all’imbottigliamento

L’imbottigliamento rappresenta una delle ultime fasi del processo produttivo. Prima di arrivare alla bottiglia, il vino può essere sottoposto agli interventi necessari per verificarne e migliorarne la stabilità.

Una volta imbottigliato, il vino non necessariamente interrompe la propria evoluzione. Alcuni vini sono pensati per essere consumati giovani, mentre altri possono sviluppare caratteristiche differenti attraverso un periodo di maturazione in bottiglia.

La capacità di evolvere dipende dalla tipologia di vino, dalla sua composizione, dalle condizioni di conservazione e dalle caratteristiche del prodotto.

Come cambia la vinificazione in base al tipo di vino

Tipologia Caratteristiche principali della vinificazione
Vino rosso Il mosto rimane generalmente a contatto con le bucce durante la macerazione e la fermentazione.
Vino bianco Il mosto viene generalmente separato dalle bucce prima della fermentazione, anche se esistono tecniche differenti.
Vino rosato Il contatto tra mosto e bucce viene generalmente limitato rispetto alla vinificazione in rosso.
Vino spumante Prevede una fase specifica di presa di spuma attraverso una successiva fermentazione.
Vino passito La produzione prevede l’utilizzo di uve sottoposte ad appassimento secondo la tecnica prevista.

Il ruolo del vitigno e del territorio

Il processo di vinificazione non può essere separato dalla materia prima e dal territorio. Il vitigno determina una parte importante della composizione dell’uva, mentre clima, suolo, esposizione e andamento dell’annata contribuiscono alle caratteristiche delle uve.

Le differenze tra vitigni e territori sono particolarmente evidenti osservando la varietà della produzione italiana. Per approfondire questo rapporto è interessante anche conoscere le caratteristiche dei vini piemontesi, i loro vitigni e i territori di produzione, dove le diverse varietà vengono analizzate in relazione alle principali aree vitivinicole.

In cantina intervengono poi le decisioni del produttore: modalità di pressatura, durata della macerazione, gestione della fermentazione, temperatura, recipiente utilizzato, eventuale fermentazione malolattica e periodo di affinamento.

Per questo motivo la stessa varietà di uva può dare origine a vini molto diversi quando cambiano ambiente, annata e tecniche di produzione.

guida su come si fa il vino

Quanto tempo ci vuole per fare il vino?

Non esiste una durata standard valida per ogni vino.

La fermentazione alcolica può concludersi in un periodo relativamente breve, ma il processo complessivo può durare molto più a lungo. Un vino giovane può essere preparato per l’imbottigliamento dopo un periodo contenuto, mentre altri vini richiedono mesi o anni tra fermentazione, affinamento e maturazione in bottiglia.

È quindi utile distinguere tra il tempo necessario per trasformare il mosto in vino e quello necessario affinché il vino raggiunga le caratteristiche desiderate. Ognuna di queste scelte è tecnica, ma anche artistica, perché contribuisce al carattere finale del vino. Dalla vendemmia all’imbottigliamento, ogni passo della vinificazione è essenziale. Capire queste fasi aiuta a riconoscere cosa rende un vino elegante, potente, equilibrato, complesso o fresco ed a scegliere il giusto abbinamento vino cibo.

Le scelte in vigna e in cantina cambiano secondo il metodo produttivo. La guida ai vini naturali, biologici e biodinamici chiarisce pratiche, regole e informazioni da verificare in etichetta.

Domande frequenti su come si fa il vino

+ Da cosa si fa il vino?

Il vino si ottiene dalla fermentazione alcolica di uve fresche o di mosto d’uva. Durante la fermentazione i lieviti trasformano gli zuccheri principalmente in etanolo e anidride carbonica, producendo anche altri composti che contribuiscono alle caratteristiche del vino.

+ Qual è la prima fase per fare il vino?

Il processo produttivo parte dalla coltivazione e dalla maturazione dell’uva in vigneto. La prima operazione direttamente collegata alla vinificazione è generalmente la vendemmia, seguita dal conferimento e dalla lavorazione delle uve in cantina.

+ Come si fa il vino rosso?

Il vino rosso viene generalmente prodotto facendo fermentare il mosto a contatto con le bucce. La macerazione consente di estrarre colore, tannini, composti fenolici e sostanze aromatiche dalle parti solide dell’uva.

+ Come si fa il vino bianco?

Nella vinificazione in bianco l’uva viene generalmente pressata e il mosto viene separato dalle bucce prima della fermentazione. Esistono tuttavia tecniche che prevedono un contatto più prolungato con le bucce.

+ Perché il vino rosso è rosso?

Il colore dei vini rossi deriva principalmente dall’estrazione dei pigmenti presenti nelle bucce delle uve durante il contatto tra le parti solide e il mosto. La durata e le modalità della macerazione influenzano l’intensità del colore.

+ Qual è la differenza tra mosto e vino?

Il mosto è il prodotto ottenuto dalla lavorazione dell’uva prima della completa trasformazione dovuta alla fermentazione alcolica. Contiene zuccheri e numerose sostanze provenienti dall’uva; durante la fermentazione gli zuccheri vengono trasformati principalmente in alcol e anidride carbonica.

+ Tutto il vino viene fatto maturare in legno?

No. Il vino può essere affinato in acciaio inox, cemento, legno o altri recipienti idonei. La scelta dipende dalla tipologia di vino, dalle caratteristiche delle uve e dal risultato che il produttore vuole ottenere.

+ Quanto dura la vinificazione?

La durata varia in base alla tipologia di vino e alle tecniche utilizzate. La fermentazione può richiedere un periodo relativamente breve, mentre l’affinamento e la maturazione possono proseguire per mesi o anche anni.

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