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Terre Tollesi (Tullum): guida alla DOCG d’Abruzzo

Tempo di lettura: 8 minuti

Poche denominazioni italiane possono vantare un legame territoriale preciso come la Terre Tollesi o Tullum DOCG. La sua zona produttiva coincide infatti con il solo comune di Tollo, in provincia di Chieti, su colline sospese tra il mare Adriatico e la Maiella. Qui Montepulciano, Pecorino e Passerina trovano ventilazione, escursioni termiche e suoli capaci di dare vini dalla personalità riconoscibile. È una DOCG piccola per dimensioni, ma interessante proprio perché costruita intorno a un’identità territoriale estremamente concentrata.

Scheda tecnica della Terre Tollesi o Tullum DOCG

La Terre Tollesi o Tullum DOCG viene prodotta esclusivamente nel territorio amministrativo del Comune di Tollo, in provincia di Chieti, Abruzzo.

La denominazione nacque come DOC con il decreto del 23 luglio 2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° agosto dello stesso anno. Il passaggio a DOCG arrivò con il decreto del 18 giugno 2019, pubblicato il 4 luglio 2019. Il disciplinare è stato successivamente aggiornato a livello europeo e la versione consolidata attuale prevede quattro tipologie: Rosso, Rosso Riserva, Pecorino e Passerina.

Per Rosso e Rosso Riserva il vitigno principale è il Montepulciano, minimo 95%. Il restante 5% può essere costituito da altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione in Abruzzo.

Il Tullum Pecorino deve invece contenere almeno il 90% di Pecorino, mentre il Tullum Passerina deve essere prodotto con almeno il 90% di Passerina.

Dato Terre Tollesi o Tullum DOCG
Regione Abruzzo
Provincia Chieti
Zona di produzione Intero Comune di Tollo
Riconoscimento DOC 2008
Riconoscimento DOCG 2019
Tipologie Rosso, Rosso Riserva, Pecorino, Passerina
Rosso / Riserva Montepulciano minimo 95%
Pecorino Pecorino minimo 90%
Passerina Passerina minimo 90%
Resa Rosso 120 q/ha
Resa Riserva 90 q/ha
Resa Pecorino 90 q/ha
Resa Passerina 90 q/ha
Resa massima uva/vino 70%
Altitudine minima vigneti 80 m s.l.m.
Alcol minimo Rosso 13% vol.
Alcol minimo Riserva 13,5% vol.
Alcol minimo Pecorino 13% vol.
Alcol minimo Passerina 12,5% vol.

Il Rosso non può essere commercializzato prima del 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia. La Riserva richiede almeno due anni di invecchiamento, dei quali almeno sei mesi in contenitori di legno.

Sulle bottiglie deve inoltre comparire l’annata di produzione ed è consentito utilizzare la menzione “vigna”, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale quando vengono rispettate le condizioni previste dal disciplinare.

Per collocare Tullum nel panorama enologico nazionale può essere utile confrontarla con le altre DOCG italiane, soprattutto con quelle caratterizzate da zone produttive molto ristrette.

Punti salienti del disciplinare

Uno degli aspetti più interessanti della Tullum DOCG è la dimensione geografica estremamente limitata. Non parliamo di una provincia o di un comprensorio formato da numerosi comuni: la denominazione coincide con il territorio di Tollo.

Anche all’interno del comune non tutti i vigneti sono automaticamente adatti alla DOCG. Il disciplinare esclude i fondovalle e stabilisce un’altitudine minima di 80 metri sul livello del mare. L’obiettivo è privilegiare vigneti ben esposti, ventilati e dotati di una buona sistemazione idraulico-agraria.

Per i nuovi impianti e reimpianti sono previste densità minime di 1.600 ceppi per ettaro per la pergola abruzzese e 4.000 ceppi per ettaro nei vigneti allevati a filare. La pergola rimane quindi parte integrante della tradizione viticola locale, ma viene affiancata da sistemi più moderni come Guyot e cordone speronato.

Le rese sono inoltre differenziate in funzione della tipologia. Il Rosso può arrivare a 120 quintali per ettaro, mentre Rosso Riserva, Pecorino e Passerina sono limitati a 90 quintali per ettaro.

Un ulteriore elemento distintivo riguarda il controllo della filiera. Le operazioni di vinificazione, l’invecchiamento obbligatorio, l’affinamento e l’imbottigliamento devono avvenire all’interno della zona delimitata prevista dal disciplinare.

Montepulciano, Pecorino e Passerina

La Tullum DOCG è interessante perché permette di leggere lo stesso territorio attraverso tre vitigni molto differenti.

Il Montepulciano matura relativamente tardi e possiede bucce ricche di colore e sostanze polifenoliche. A Tollo può dare rossi profondi, con note di amarena, mora, violetta, liquirizia e spezie, sostenuti da tannini importanti.

Il Pecorino ha invece un carattere più verticale: buona acidità, struttura e una componente aromatica che può ricordare agrumi, pera, mela, pesca bianca, erbe aromatiche e mandorla.

La Passerina tende generalmente verso uno stile più delicato e immediato, con fiori bianchi, agrumi e frutta a polpa bianca, accompagnati da freschezza e sapidità.

Caratteristiche organolettiche

Parlare di un unico profilo sensoriale per Tullum sarebbe riduttivo, perché la DOCG comprende sia vini rossi sia due interpretazioni bianche molto differenti.

Il Tullum Rosso presenta generalmente un colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei da giovane. Al naso emergono ciliegia, amarena, mora, viola e note speziate. Il sorso è asciutto, pieno e moderatamente tannico.

La Riserva amplifica struttura e complessità: il colore tende progressivamente al granato, mentre ai frutti rossi maturi possono affiancarsi vaniglia, cacao, tabacco, spezie e sfumature balsamiche.

Il Pecorino Tullum DOCG è più strutturato di quanto ci si possa aspettare da un bianco giovane. Può mostrare pera, mela, pesca, mandorla, salvia e lavanda, con acidità marcata e una buona persistenza.

La Passerina è generalmente più sottile e floreale, con agrumi, pesca bianca, fiori di sambuco e un finale talvolta leggermente ammandorlato.

Tipologia Profilo sensoriale
Rosso Amarena, mora, viola, spezie; pieno e tannico
Rosso Riserva Frutto maturo, cacao, vaniglia, spezie; strutturato e vellutato
Pecorino Pera, mela, pesca, mandorla, erbe aromatiche
Passerina Agrumi, pesca bianca, fiori, mandorla
Acidità Medio-alta nei bianchi, ben presente nei rossi
Struttura Media/alta
Persistenza Buona, elevata nelle migliori Riserva
Evoluzione Interessante soprattutto per Rosso Riserva e Pecorino

Infografica del profilo medio

Per mantenere lo stesso criterio utilizzato nelle altre schede Evvino, il profilo medio seguente prende come riferimento soprattutto il Tullum Rosso, espressione centrale della denominazione.

Intensità aromatica ████████░░ 8/10
Acidità              ███████░░░ 7/10
Tannino              ████████░░ 8/10
Corpo                ████████░░ 8/10
Calore alcolico      ████████░░ 8/10
Persistenza.         ████████░░ 8/10

È naturalmente una rappresentazione indicativa: annata, vigneto, quota, resa, affinamento e scelte di cantina possono modificare sensibilmente il profilo del singolo vino.

Come servire i vini Tullum DOCG

Il servizio cambia in funzione della tipologia.

Pecorino e Passerina danno generalmente il meglio tra 9 e 11 °C, in un calice da bianco di media ampiezza. Evitare temperature eccessivamente basse permette soprattutto al Pecorino di esprimere la parte più complessa del suo profilo aromatico.

Il Rosso può essere servito tra 16 e 18 °C, mentre per una Riserva evoluta è preferibile utilizzare un calice ampio da rosso strutturato.

Una Riserva giovane può beneficiare di 30-60 minuti di ossigenazione. Su bottiglie più vecchie conviene invece procedere con maggiore cautela.

Abbinamenti con Tullum DOCG

La presenza di quattro tipologie rende la denominazione particolarmente versatile a tavola.

Pecorino e Passerina accompagnano molto bene antipasti di mare, crostacei, primi piatti con pesce, fritture, formaggi freschi e preparazioni a base di verdure. Il Pecorino, più strutturato, può affrontare anche piatti più saporiti e carni bianche.

Il Tullum Rosso trova invece un terreno ideale con pasta al ragù, agnello, arrosticini, carni alla brace e formaggi stagionati. La succulenza delle carni contrasta la componente tannica, mentre struttura e intensità aromatica lavorano per concordanza.

La Riserva può essere abbinata a brasati, cinghiale, selvaggina o formaggi di lunga maturazione, soprattutto quando l’evoluzione ha già ammorbidito il tannino.

Premi, guide e riconoscimenti

La storia recente della denominazione è accompagnata da diversi riconoscimenti internazionali, soprattutto legati alle produzioni di Feudo Antico.

Il Pecorino biologico Tullum 2017 ha ottenuto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso ed è stato valutato 92 punti da James Suckling. La stessa etichetta ha ricevuto riconoscimenti anche in concorsi come Berliner Wine Trophy e International Wine & Spirit Competition.

Il Rosso Riserva Tullum ha ottenuto negli anni medaglie in concorsi come Mundus Vini, Concours Mondial de Bruxelles e Challenge International du Vin.

Interessante anche il Rosso Riserva 2014, valutato 91 punti da Wine Enthusiast, mentre Falstaff ha assegnato 91 punti al Rosso Riserva 2017.

In una denominazione così piccola è comunque più utile concentrarsi sul produttore e sul vigneto che costruire una gerarchia rigida delle annate. Per i rossi, vendemmie equilibrate e non eccessivamente calde possono offrire interessanti prospettive evolutive.

Export e mercato internazionale

Tullum rimane una DOCG di dimensioni molto contenute. I dati pubblicati dal Consorzio indicano circa il 20% della produzione destinata all’export, anche se non sono disponibili dati recenti abbastanza dettagliati per costruire una classifica attendibile dei singoli mercati esteri.

La denominazione può però beneficiare della crescente conoscenza internazionale dei vitigni abruzzesi, in particolare Montepulciano e Pecorino.

Per Tullum la sfida non è puntare sui grandi numeri, ma valorizzare la propria identità di micro-denominazione territoriale, in grado di offrire vini meno diffusi e più facilmente associabili a uno specifico luogo di origine.

Dall’antica Tullum alla DOCG

Il nome Tullum richiama direttamente l’antica storia di Tollo.

Nel territorio sono state rinvenute testimonianze archeologiche che documentano una presenza vitivinicola risalente all’epoca romana. Il Consorzio attribuisce particolare importanza alle tracce archeologiche della località San Pietro, considerate una testimonianza concreta del lungo rapporto tra questa zona e la produzione di vino.

La storia moderna è invece segnata da una forte discontinuità: durante la Seconda guerra mondiale Tollo fu quasi completamente distrutta. Nel dopoguerra la viticoltura divenne uno dei pilastri della ricostruzione economica locale.

Nel 2008 arrivò il riconoscimento della DOC Terre Tollesi o Tullum. Tra il 2011 e il 2013 uno studio di zonazione condotto con la Facoltà di Agraria dell’Università di Milano contribuì a identificare con maggiore precisione le caratteristiche dei vigneti.

Il percorso culminò nel 2019, quando Tullum venne elevata a DOCG.

Tullum e gli altri grandi vini abruzzesi

Il confronto più immediato è con il Montepulciano d’Abruzzo DOC. Il vitigno rosso di riferimento è lo stesso, ma la DOC copre un territorio enormemente più ampio.

La Tullum DOCG restringe invece l’origine al solo comune di Tollo e porta il Montepulciano ad almeno il 95%, rafforzando il concetto di identità territoriale.

Interessante anche il confronto con la Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG. Entrambe utilizzano prevalentemente Montepulciano, ma nascono in due territori differenti: la Colline Teramane nella provincia di Teramo, Tullum nel solo comune di Tollo, in provincia di Chieti.

Nel panorama delle DOCG italiane, Tullum rappresenta quindi un esempio interessante di denominazione costruita non solo attorno a un vitigno, ma intorno a una vera e propria microzona.

scheda Terre Tollesi Tullum dogc

I migliori 5 Tullum secondo noi

Considerate le dimensioni ridotte della denominazione, abbiamo scelto etichette rappresentative mantenendoci prevalentemente in una fascia di prezzo accessibile o media.

  • Vigneti Radica – Tullum Pecorino DOCG 2024: Pecorino 100%, fresco, minerale e strutturato, con agrumi, pesca e note erbacee. Interessante anche per il lungo affinamento sulle fecce fini e un prezzo generalmente intorno alla fascia dei 15-20 euro.
  • Vigneti Radica – Tullum Passerina DOCG 2023: più delicato e floreale, con mela, agrumi, ginestra e una bella componente minerale. Una delle letture più immediate della denominazione.
  • Vigneti Radica – Tullum Rosso DOCG 2020: Montepulciano in purezza, strutturato e persistente, con ciliegia e note più evolute derivanti dall’affinamento in rovere francese.
  • Feudo Antico – Tullum Pecorino DOCG: un bianco di buona struttura, con pera, mela Golden, pesca bianca, mandorla e sfumature di salvia e lavanda. Interessante per equilibrio tra freschezza e volume.
  • Feudo Antico – Tullum Rosso Riserva DOCG: una delle interpretazioni più complete della denominazione, con amarena, mora, prugna, liquirizia, cacao e tannino importante. Le annate con qualche anno di bottiglia permettono di apprezzarne meglio l’evoluzione.

Una bottiglia Tullum può essere anche una scelta originale per chi vuole regalare una denominazione poco scontata: nella guida Evvino alle bottiglie di vino da regalare trovi altri criteri utili per scegliere il vino in base all’occasione.

Conservazione e acquisto

Pecorino e Passerina possono essere apprezzati giovani, ma le versioni più strutturate di Pecorino possono evolvere bene per alcuni anni, sviluppando note più mature di frutta gialla, erbe e mandorla.

Il Rosso può essere conservato mediamente 5-8 anni, mentre una buona Riserva può superare i 10 anni se conservata correttamente.

Le bottiglie vanno mantenute al buio, a temperatura stabile, lontano da vibrazioni e fonti di calore. Per le Riserva è preferibile una cantina intorno ai 12-15 °C.

Quando si acquista Tullum è particolarmente interessante confrontare produttori e vigneti: in una denominazione così piccola, anche poche centinaia di metri di distanza possono contribuire a modificare esposizione, suolo e maturazione delle uve.

Domande frequenti sulla Tullum DOCG

Dove si produce la Tullum DOCG?

Esclusivamente nel Comune di Tollo, in provincia di Chieti, Abruzzo.

Quali vini comprende la DOCG Tullum?

Il disciplinare attuale prevede Rosso, Rosso Riserva, Pecorino e Passerina.

Qual è il vitigno del Tullum Rosso?

Il Tullum Rosso e il Rosso Riserva devono contenere almeno il 95% di Montepulciano.

Perché vale la pena scoprire Tullum

La Terre Tollesi o Tullum DOCG dimostra che una denominazione non deve necessariamente essere grande per raccontare un territorio complesso. Al contrario, la sua forza sta proprio nella scala ridotta: un solo comune, pochi produttori, rese controllate e tre vitigni capaci di offrire interpretazioni molto diverse.

Il Montepulciano racconta la parte più strutturata e longeva di Tollo, il Pecorino quella più intensa e verticale, la Passerina quella più fresca e delicata. Assaggiarli insieme è probabilmente il modo migliore per capire il carattere di questa piccola DOCG abruzzese e, da lì, continuare il viaggio tra le altre DOCG italiane raccontate da Evvino.

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